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CACCIA. Guardie minacciate. Uno dei cacciatori senza licenza

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alt18 NOVEMBRE 2016. “La follia dei bracconieri non conosce limiti. Voglio esprimere la mia solidarietà alle Guardie provinciali minacciate di morte da un cacciatore di frodo scoperto in flagranza di reato in quel di Recoaro”. Il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni commenta l’episodio di mercoledì scorso, protagoniste le Guardie provinciali di Vicenza che hanno scoperto  in località Colle Colombo, oltre gli orari consentiti ovvero quasi col buio, due individui armati di fucile, Gl. C. e N.C., padre e figlio, residenti in Contrada Cappellazzi a Recoaro.

“Dai successivi controlli -spiega ancora Zanoni- il figlio è risultato addirittura privo di licenza di caccia. Il padre, titolare di regolare licenza di caccia, dopo l’intervento delle Guardie avrebbe puntato il fucile verso gli agenti minacciandoli ripetutamente di sparare se non se ne sarebbero andati via. Successivamente anche grazie all’intervento dei carabinieri si è evitato il peggio e i due sono stati individuati ed interrogati”.

“In questa stagione venatoria, purtroppo, non ci facciamo mancare niente. Persone minacciate e assediate da cacciatori esagitati in casa propria in quel di Monigo, Zero Branco e Resana in provincia di Treviso, una intera frazione di Cittadella lasciata al buio per delle fucilate ad un quadro elettrico, cercatori di funghi impallinati con gravi conseguenze come la perdita di un occhio e la perdita del lavoro in provincia di Treviso, un cagnolino impallinato vicino ad un bambino a Torre di Mosto, stessa sorte per cinque gatti in vari comuni della provincia di Vicenza, specie superprotette impallinate come nel caso di alcuni rapaci e addirittura di un falco ammaestrato a Noventa Vicentina, abbattimento di due rarissimi Ibis eremita in via di estinzione a Montecchio Precalcino e Caprino Veronese, solo per citare gli episodi più eclatanti”.

Zanoni torna poi sulla questione Ibis eremita, oggetto di un progetto UE: nei giorni scorsi un altro esemplare è finito nel mirino dei bracconieri. “Su 17 uccelli in volo e dotati di GPS, in migrazione tra l’Austria e l’Oasi di Orbetello in Toscana, il 30% degli esemplari è stato abbattuto in Italia dalle doppiette, ben 5 dei quali due in Veneto.

“A mio avviso tra le cause di questi episodi di bracconaggio dilagante, vandalismi, violazione delle norme di caccia c’è anche l’azione politica della Regione Veneto che non fa nulla per contrastarli: dirittura approva leggi e progetti di legge che mirano alla deregulation venatoria. Quando si consente di cacciare anche negli ambiti di caccia altrui senza doversi registrare e pagare la relativa quota (nomadismo venatorio), si autorizzano appostamenti di caccia da 12 metri quadri caso unico in Italia, si approvano progetti di legge sulla depenalizzazione dei reati venatori e per l’inserimento di un reato per chi disturba la caccia - conclude il consigliere democratico - si danno dei messaggi sbagliati che rischiano di fomentare e far scatenare le mele marce della categoria che credono così  di poter operare al di sopra delle normali regole valide nel resto d’Italia”.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 23 Novembre 2016 17:29 )  

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