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TREVISO. Centenario Scuola di Maria Bambina. Domani festa e una mostra

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altSABATO 28 OTTOBRE 17 - Domani la scuola d'infanzia Maria Bambina di San Zeno festeggia i suoi primi cento anni. Inizi difficili con la Caporetto, con i ragazzi del '99 al Mulino della Sega di Breda. E il vescovo Longhin sempre presente, nonostante l'inferno. Ma domenica si festeggia il coraggio di guardare oltre e andare avanti con l'istruzione dei piccoli. Sarà il vescovo Monsignor Gardin a celebrare la santa Messa delle ore 10 nella parrocchiale di San Zeno. E saranno presenti il rettore del Pio X mons. Lucio Bonomo, il sindaco di Treviso Giovanni Manildo e numerosi ex della scuola. Dopo la Messa, ad accogliere gli ospiti nei locali della scuola saranno i bambini, la madre Provinciale delle suore di Carità dette di Maria Bambina, la coordinatrice didattica Laura Catella e i genitori che tanto hanno fatto per l'evento, una collaborazione benefica tra scuola e famiglia per la crescita dei bimbi. Dal 2001 la scuola di Maria Bambina fa parte della grande famiglia della Fondazione Collegio Vescovile Pio X.

Sarà scoperta la targa commemorativa, e sarà interessante ascoltare le testimonianze di chi custodisce lembi di storia locale e ha voglia di condividere. Per loro e per ricordare la presenza delle suore di Maria Bambina in questo territorio, i genitori hanno raccolto e organizzato una mostra sul secolo di vita della Congregazione a Treviso. Basata su ricerche di archivio, la mostra può proporre mappe e foto storiche, pagelle d’un tempo, e la storia dell’edificio che è stato testimone del passaggio di migliaia di bambini e delle loro famiglie. La mostra, realizzata dai genitori, è il testimone della collaborazione tra famiglie, suore e insegnanti ed ha il merito di aprire una finestra centenaria sulla storia della città. La mattinata si concluderà con un momento conviviale offerto da Agesc e dalla scuola stessa.

 CONTESTO STORICO

Sabato primo settembre 1917. In una stanza dell’Istituto (ora Domus) Ciliota di Calle delle Muneghe a Venezia si sono date appuntamento due signore, Clotilde Gidoni, possidente, e Edvige Micheletti, monaca delle suore della Carità dette di Maria Bambina, la prima venditrice e la seconda acquirente di un fabbricato a Treviso, in quartiere San Lazzaro di Ghirada. Con loro un notaio e due testimoni. È il complesso sul quale le suore hanno puntato gli occhi per trasformarlo nella loro Casa a Treviso dove aprire uno spazio di assistenza ai bisognosi e di istruzione ai bimbi.

Una quindicina di giorni prima (il 17 agosto) era iniziata la Undicesima Battaglia dell’Isonzo, nella quale sta combattendo anche Sandro Pertini, che si concluderà il 12 settembre con il bilancio di 150 mila soldati italiani morti e oltre 65 mila degli eserciti austro-ungarico e tedesco. Meno di due mesi più tardi, la disfatta di Caporetto trasforma anche l’angolo di paradiso trevigiano, acquistato dalle suore, in luogo di prossimità al fronte, con distruzioni e fame. Dopo un sofferto altro anno di guerra sulla linea del Piave, i combattimenti cessano, gli eserciti rientrarono nelle caserme, i soldati tornarono a casa. Molti, troppi, mancarono all’appello. I disastri economici e sociali della guerra stanno ancora straziando soprattutto l’infanzia, ma il seme della speranza e della risalita deposto quel primo settembre 1917 si sta gonfiando.

Con risarcimenti pubblici per i danni della guerra, i locali danneggiati vengono resi agibili, nel minor tempo possibile, per iniziare il percorso trevigiano della Congregazione e dell’asilo infantile. Passano vent'anni e ritorna un altro conflitto. L'Italia si allea prima con gli uni poi con gli altri: poco importa, sempre di morte si parla, sempre di macerie. Ancora danni agli immobili di San Zeno, ma le suore non si muovono da questo loro fronte della carità e della misericordia.

A quarant'anni dalla fondazione della Casa a Treviso, nel 1956, si rende necessario più spazio. Parte un progetto di ampliamento per locali adeguati sia alle attività già in atto con le prime tre classi elementari sia per sviluppare la scuola con le cinque classi al completo. I piccoli avranno così continuità didattica, senza dover affrontare un ambiente nuovo. L’autorizzazione è concessa, l'entusiasmo è alle stelle e nel 1957, sessant'anni orsono, quando suona la prima campanella, tutte le classi sono al completo. Immaginiamo il vociare festoso all'arrivo, i giochi della ricreazione, l'annuncio di fine delle lezioni. E immaginiamo anche i piccoli con la cartella di cartone avviarsi verso casa a gruppetti. Tempi andati, forse migliori dei nostri, forse no.

La scuola Maria Bambina continua ad avanzare con docenti preparati e con la soddisfazione delle famiglie, tanto che nel 2000-2001 ottiene la parità scolastica. Oggi l’Infanzia e la Primaria sono parte della prestigiosa istituzione scolastica del Pio X sotto lo sguardo attento di quattro suore volontarie che offrono il servizio di accoglienza e di assistenza ai 177 bimbi e scolari presenti.

Si possono contare sulle dita di una mano le famiglie trevigiane che non hanno accompagnato un loro figlio all’asilo o alle elementari di Maria Bambina: dal 1919 ad oggi è di circa seimila e cinquecento la somma dei bimbi che anno dopo anno hanno varcato per la prima volta l’ingresso di questi locali.

Ma il servizio delle suore di Maria Bambina è prezioso e puntuale, oggi come ieri, in attività strategiche della diocesi, dai servizi in Curia alla pastorale in alcune parrocchie della cintura cittadina, dalla formazione dei responsabili dell’Azione Cattolica all’assistenza infermieristica, dall’insegnamento e alle attività di sostegno nel Seminario vescovile, oltre alla loro presenza costante nella parrocchia di San Zeno e in quella di San Lazzaro.

Un passato e un presente di aiuto ai trevigiani, una presenza discreta e laboriosa.

 

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