Trevisopress

Mercoledì
17 Ottobre
  • Login
  • Registrati
    Registrazione
    *
    *
    *
    *
    *
    I campi con asterisco (*) sono obbligatori
    Captcha plugin for Joomla from Outsource Online
     
  • Cerca
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

CASTELFRANCO. Un po' di storia

smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon

alt24 GENNAIO 2018.  Una chicca curiosa ritrovata dal prof. Gabriele Farronato è un matrimonio d’interesse in casa Piacentini a Castelfranco Veneto, ai quali apparteneva l’antica osteria alla Spada, con Pietro detto Pietrutti da Cipro un cittadino di Castelfranco, rimasto vedovo, ma che ambisce a sposare la bella Rocca Piacentini. L’archivio di Stato di Bassano conserva gli atti dei notai castellani da inizio Quattrocento al principio dell’Ottocento, un fondo poco consultato che, se guardato un po’ più da vicino, come ha fatto il prof. Luigi Squizzato di Treville, rivela notizie interessanti come la concessione di costruire lo studiolo in vicolo dei Vetri iniziato nel 1507, le note certe su casa Giorgione e i suoi proprietari da Castelli sono elementi certi che consentiranno di decifrare l‘autore o gli autori dei fregi, oggi tanto celebrati, ma assegnati a ignoti o assolutamente al Giorgione senza documentarlo.

Il fatto è registrato a Venezia il 20 dicembre 1513 dal notaio castellano Giovanni Ferro nella bottega dello speziale Bartolomeo da Canal in contrada di Sant’Aponal, alla presenza di cinque testimoni tra cui tre da Castelfranco.

Accanto al noto armigero Tuzio Costanzo, da alcuni studiosi chiamato improbabile viceré di Cipro (solo il padre Muzio alla morte del re Giacomo de Lusignano del 6 luglio 1473, è viceré di Nicosia, unica volta in cui appare con questo titolo, mentre al suo arrivo a Cipro da Messina ricevette il titolo di “armiraglio”) troviamo un altro cipriota, ser Pietro detto Pietrutti del fu ser Michele da Cipro cittadino e abitante di Castelfranco, il quale nel 1510 aveva fatto testamento in favore della moglie, ma ora che vuole risposarsi si fa come regalo di Natale 1513 una nuova moglie.

L’atto degli sponsali è nitido: si parla di una trattativa tra il futuro sposo e il procuratore di famiglia cioè ser Bartolomeo Piacentino figlio e agente in nome di ser Sebastiano Piacentino cittadino di Castelfranco. Poiché ser Petriutti detto il Greco pretendeva - si legge il testo latino - e ambiva avere come sua legittima sposa, l’onesta e pudica donna Rocca, sorella ser Sebastiano. Il procuratore però si rifiutava di acconsentire a dargli donna Rocca quale moglie se prima non avesse revocato e annullato il testamento del martedì 19 febbraio 1510 in atti di ser Martino del fu ser Recuperato dei Callegari abitante in confine di Santa Sofia di Venezia, testamento mostrato al notaio con il quale aveva lasciato erede universale la defunta donna Giacoma allora sua moglie, e dopo di lei doveva essere devoluto in opere di beneficenza ai Servi di Santa Maria. Allora ser Pietro detto Petriutti, per avere più facilmente la sposa donna Rocca e imparentarsi con la famiglia Piacentini chiede al notaio di rogare l’atto pubblico di annullamento. Appena fatto, le parti contraggono matrimonio alle seguenti condizioni: esso ser Bartolomeo promette donna Rocca come legittima moglie al medesimo Pietro detto Petriutti presente e accettante dandosi la mano destra in segno di vero e irrevocabile promessa. Bartolomeo promette di dare in dote tutti i beni mobili ed effetti personali che ora ha per suo uso, vesti e ornamenti del valore di 200 lire di piccoli. In realtà l’agente offre una dote modesta

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna


Seguici su Facebook
Visita il nostro canale YouTube