Trevisopress

Giovedì
18 Ottobre
  • Login
  • Registrati
    Registrazione
    *
    *
    *
    *
    *
    I campi con asterisco (*) sono obbligatori
    Captcha plugin for Joomla from Outsource Online
     
  • Cerca
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

VEDELAGO. Cava Campagnole. Il silenzio della Regione

smaller text tool iconmedium text tool iconlarger text tool icon

alt31 GENNAIO 2018. “Su Cava Campagnole la Regione continua a prendere tempo e invece dovrebbe intervenire subito perché Paese rischia di tornare a essere la pattumiera del Veneto”. È quanto ha dichiarato oggi Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, dopo che la doppia interrogazione scritta sulla questione (presentate il 2 agosto e il 30 ottobre 2017) non ha avuto risposta nella seduta odierna, dove era stata calendarizzata.

“L’interrogazione di agosto riguardava 45.000 metri cubi di materiale depositato a Paese in maniera illegale e altri 5.000 di rifiuti pericolosi contenenti amianto sequestrati dalla Procura della Repubblica di Venezia nella stessa cava, un sito che ad oggi è diventato perciò una discarica incontrollata.. L’interrogazione di ottobre era invece relativa ad un accordo pubblico privato tra Comune di Paese e ditte Canzian, Cosmo Ambiente, Sabbia del Brenta che prevede la trasformazione della cava in area produttiva con un beneficio pubblico di 850.000 euro. Considerato che il regolamento del Consiglio regionale impone alla Giunta di rispondere entro e non oltre 40 giorni e che il termine è ormai scaduto da parecchi mesi - spiega Zanoni - ho provveduto ad utilizzare il dispositivo dell’articolo 111 del regolamento per richiedere la risposta in aula”. E oggi, appunto, in seguito all’attuazione di questa procedura, erano previste le due risposte.

“Nonostante i sei mesi trascorsi dalla prima interrogazione, l’assessore Bottacin mi ha chiesto di attendere ancora la risposta per il prossimo Consiglio in modo da raccogliere ulteriori informazioni dal Comune di Paese in merito all’ultima conferenza dei servizi tra i vari enti. Per l’interrogazione relativa invece all’accordo pubblico /privato il presidente Ciambetti ha dovuto richiamare a norma del regolamento l’assessore Corazzari affinché si rispettino le procedure non essendo pervenuta risposta alcuna. Questi ritardi dimostrano quanto poco chiara sia, anche per i vari assessorati della Giunta regionale, l’intricata vicenda che rischia di vedere a Paese la realizzazione di un grande centro di trattamento rifiuti, respinto dal Consiglio regionale nel 2013, ma accolto a braccia aperte dall’amministrazione Pietrobon. Un’amministrazione che, evidentemente non abbastanza soddisfatta, ora si dichiara favorevole ad un secondo centro di rifiuti in arrivo sempre nella zona, e più precisamente vicino via Deledda” ha dichiarato Zanoni.

 

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna


Seguici su Facebook
Visita il nostro canale YouTube