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Economia

BOLOGNA. No alla vendita di azioni Hera

BOLOGNA. No alla vendita di azioni Hera

2 AGOSTO 2018.Ricevimo dalla RSU di Hera: " A seguito delle dichiarazioni a mezzo stampa del Sindaco di Bologna  di ieri ci vediamo costretti a ribadire la contrarietà dei lavoratori alla vendita, anche in piccola parte, delle Azioni di Hera SpA .Abbiamo tentato con il nostro presidio a Palazzo D’Accursio di spiegare alla Giunta e al Consiglio la nostra posizione, ma ci è stato riferito che non vi è disponibilità alla discussione con le RSU e di conseguenza con i lavoratori.

I lavoratori ritengono la scelta della Giunta insensata dal punto di vista politico­sociale, economico ed industriale. Ai lavoratori non è sfuggito che nella delibera approvata dal Consiglio si permette di alienare il massimo delle quote libere e cioè 33.000.000 di Azioni e non come dichiarato “solo una parte di esse”, quindi questa delibera potrebbe essere considerata un “assegno in bianco” a disposizione della Giunta nei prossimi tre anni.

In un contesto nel quale i soci pubblici del Gruppo, firmatari del Patto Parasociale, fino ad ora si sono caratterizzati nella governance solamente quando si sono designati i componenti del CdA e quando si è modificato in maniera scellerata lo Statuto Societario ¨permettendo l’erosione della partecipazione degli Enti Locali, questa ulteriore vendita potrebbe essere interpretata come un irreversibile passo indietro rispetto al ruolo di indirizzoe controllo che la proprietà pubblica dovrebbe agire. Dal punto di vista meramente economico, la Giunta, nella migliore delle ipotesi, intenderebbe procedere alla vendita nel triennio di 9.000.000 di azioni destinate ad abbattere gli interessi sui mutui bancari erogati all’Ente Locale i quali sono attualmente nettamente inferiori al rendimento delle Azioni HERA (come minimo al 4% di interessi netti sul valore attuale del titolo); le risorse che verrebbero destinate alla spesa corrente sarebbero pari a 10.500.000 € (9.600.000 € al netto dei minori ricavi dei dividendi), non comprendiamo come tale cifra possa incidere in maniera rilevante sulle politiche di welfare e sociali di una città che si prevede abbia un bilancio di circa 1.500.000.000 € nel medesimo triennio. Questa operazione è scarsamente lungimirante perché ha un effetto depauperante il patrimonio comunale della nostra comunità locale, facendo un’esigua “cassa” sul breve periodo e rinunciando a dividendi certi e in crescita, a danno dei cittadini e delle future amministrazioni. Per le ragioni sopra espresse i lavoratori valuteranno le ulteriori azioni necessarie, fino alla mobilitazione, per far sentire la propria voce nell’interesse del Gruppo e dei cittadini".

 

 

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