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Economia

ECONOMIA. Tariffe Savno preoccupano industriali

ECONOMIA. Tariffe Savno preoccupano industriali

25 LUGLIO 2016. Sta crescendo la preoccupazione nel mondo industriale della Sinistra Piave all’arrivo in questi giorni delle fatture di Savno 2015/2016 per la raccolta rifiuti urbani: il metodo di calcolo a base della tariffa è nuovo rispetto agli anni precedenti e, in alcuni casi, ha prodotto aumenti elevati. Le nuove tariffe rimodulate rispetto alle categorie dimensionali delle superfici  sono state stabilite dalla Delibera di dicembre 2015 del Consiglio di Bacino “Sinistra Piave” che nell'applicare la tariffa unica provoca alcune situazioni  penalizzanti, soprattutto per le aziende industriali. 

“Come Unindustria Treviso – dichiara Fiorenzo Corazza, Vicepresidente dell’Associazione delegato al Territorio – abbiamo segnalato fin dallo scorso mese di dicembre 2015 al Consorzio, a Savno, e per conoscenza a tutti i 44 Comuni,  le conseguenze per le imprese di un passaggio troppo brusco alle nuove categorie e alla tariffa unica. Nella nuova ripartizione sono penalizzate le aziende delle fasce intermedie: 4A (da 750 a 1.300 mq) e 4B (da 1.300 a 2000 mq), e  vengono poi introdotte per le imprese più grandi due nuove fasce, la 5A (da 2000 a 5000 mq) e 5B (oltre 5000 mq). La scelta del Consorzio, il 28 dicembre 2015, è stata unilaterale e non condivisa con le stesse imprese e le loro rappresentanze. Gli effetti previsti arrivano adesso con le fatture. Va ricordato che, nella maggior parte dei casi, in questi stabilimenti si svolgono attività manifatturiere che producono rifiuti speciali (spesso non assimilabili agli urbani) che devono essere smaltiti al di fuori del servizio pubblico di raccolta. Per cui queste imprese pagano lo smaltimento di fatto due volte. Se è giusto che tutti contribuiscano al servizio pubblico di raccolta di rifiuti urbani questo importo  non può essere eccessivo, come è diventato, considerato che si aggiunge a quello, spesso oneroso, richiesto dai soggetti privati autorizzati per la gestione dei rifiuti speciali”. 
La richiesta di Unindustria Treviso, tra le altre, è stata di rimodulare le fasce e di considerare che ad ogni attività corrisponda una singola utenza (a cui venga applicata un’unica quota fissa), indipendentemente dagli accessi ed edifici (oggi se l’azienda si compone di diversi edifici riceve più bollette con la relativa quota fissa che si somma alle altre). 
“Il confronto in questi mesi – conclude Fiorenzo Corazza - ha portato ad ottenere da parte di Savno almeno un impegno a considerare seriamente le proposte avanzate in occasione della prossima revisione del Regolamento Tariffario e di valutarne la fattibilità economica che comunque  non avverrà prima del prossimo autunno. Resta il problema per le fatture già emesse e in fase di emissione. La nostra Associazione  manterrà uno stretto collegamento con le aziende nel territorio  per valutare come procedere in base alle segnalazioni ricevute, se cioè continuare il confronto con Savno oppure condividere o intraprendere con le aziende interessate azioni diverse, individuali o collettive”.

 

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